TREND MONDIALI NEL FOODTECH – LOTTA AGLI SPRECHI ALIMENTARI

In un precedente articolo abbiamo introdotto il tema del foodtech (https://www.bivo.it/trend-mondiali-nellinnovazione-alimentare-introduzione/), facendo un breve riassunto di quali sono i principali ambiti in cui le imprese alimentari più innovative al mondo stanno lavorando.

Parliamo oggi delle startup attive nella lotta agli sprechi alimentari.

Lo spreco alimentare ha raggiunto livelli strabilianti. Si stima che nella sola Unione Europea vengano sprecate ogni anno oltre 88 milioni di tonnellate di cibo, con un costo associato a questo spreco che si aggira attorno ai 150 miliardi di Euro.

Negli ultimi anni, grazie alle nuove tecnologie, sono nate diverse realtà che hanno l’obiettivo di ridurre questi enormi sprechi.

Dividiamo le startup di questo settore in almeno tre tipologie, per aiutarci a capire come le aziende più innovative si stanno muovendo su questo fronte.

Applicazioni e piattaforme per ridurre gli sprechi alimentari

Fanno parte di questa “categoria” tutte quelle applicazioni mobile che mettono in comunicazione punti di acquisto/consumo, produttori alimentari e consumatori, al fine di diminuire la quantità di cibo sprecata. 

Alcune di queste realtà hanno già ottenuto un grande successo. Si pensi alla realtà inglese Too Good To Go (“troppo buono per essere gettato” https://toogoodtogo.co.uk/en-gb), che è una app che permette ai consumatori di ritirare nei negozi e ristoranti gli avanzi della giornata a condizioni economiche vantaggiose. Il risultato è una diminuzione di sprechi, ma anche un maggiore fatturato da parte dei punti di ritiro (negozi o ristoranti), ed un risparmio da parte dei consumatori.

In Italia esistono delle realtà che puntano a riprodurre un modello simile. Citiamo ad esempio la app MyFoody, che lavora con alcuni supermercati italiani e permette ai consumatori di risparmiare acquistando cibo che sarebbe altrimenti gettato: https://myfoody.it/

Prodotti a base di scarti di altre lavorazioni

Spesso non ci si pensa, ma in moltissimi prodotti alimentari vi è uno scarto di lavorazione, come è normale che sia. Qualche startup ha pensato di riutilizzare gli scarti che possono ancora avere un valore utilizzandoli per produrre qualcos’altro. Ci sono diversi esempi nel mercato. Uno dei più famosi è Regrained, azienda di San Francisco che produce barrette di cereali ottenute a partire dallo scarto della lavorazione della birra. https://www.regrained.com/

Utilizzo di vegetali esteticamente “brutti”

In passato ne abbiamo parlato nel nostro blog: una buona parte dei vegetali non arriva nemmeno negli scaffali dei negozi e supermercati perchè i consumatori sono molto sensibili all’aspetto estetico di frutta e verdura. Per questo motivo, i vegetali “brutti” vengono storicamente scartati, buttati nella spazzatura nonostante siano assolutamente buoni. Parliamo di una quantità molto elevata: circa il 20% della produzione dei vegetali viene sprecata per motivi estetici!

Qualche startup cerca di porre rimedio a questa assurdità, utilizzando proprio quello che non finisce nei punti vendita perchè non ha un bell’aspetto. Come esempio, abbiamo scelto una realtà olandese, Kromkommer, che a partire dalle verdure “brutte” produce svariati tipi di zuppe: https://www.kromkommer.com/english/

Fonti:

https://ec.europa.eu/food/safety/food_waste_en