Greta non basta

Faccia un passo avanti chi non conosce la storia di Greta Thunberg. Greta è la ragazza svedese di 16 anni e mezzo che circa un anno fa ha deciso di smettere di frequentare il nono anno di scuola per iniziare il suo personale “sciopero scolastico per il clima”. Greta si è presentata davanti alla sede del parlamento svedese per ogni giorno di scuola dal 20 agosto 2018 al 9 settembre 2018, giorno delle elezioni legislative svedesi. Scopo del suo sciopero era quello di chiedere al governo di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Nei mesi successivi Greta è stata il volto copertina del movimento Fridays for Future, il movimento studentesco internazionale che regolarmente sciopera per il clima. Come sostiena Greta, “siamo di fronte ad una minaccia esistenziale, la più grande crisi che l’umanità abbia mai subito”. 

Di questi temi abbiamo già parlato in questo blog (in questo articolo ma anche molti altri https://www.bivo.it/le-mucche-hanno-sterminato-gli-orsi-polari/) e ci sentiamo di sottoscrivere le parole di Greta quando afferma che “bisogna anzitutto prendere coscienza del problema e fare qualcosa il più in fretta possibile per fermare le emissioni e cercare di salvare quello che possiamo.”

Qualche giorno fa abbiamo condiviso un video-appello di Pescho Anvi che invitava tutti gli amanti della montagna a non abbandonare i propri rifiuti in mezzo ai boschi e sfidava i suoi follower a portare a casa anche i rifiuti degli incivili che sono passati prima di loro (https://www.youtube.com/watch?v=eNljvtiztI4). Di quel video condividiamo tutto o quasi. 

A nostro avviso le manifestazioni globali che ci sono state negli scorsi mesi per chiedere ai governi d’Europa una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica, anche se magari non risulteranno utili nell’immediato, lo sono da un punto di vista della presa di coscienza collettiva. Un cambiamento delle politiche globali sul clima è necessario subito, e questo cambiamento non accadrà senza che i popoli siano consapevoli del problema. 

E’ altrettanto chiaro, come dice Pescho, che manifestare senza poi cambiare il proprio stile di vita è “troppo comodo”. Se vai a manifestare per l’ambiente e poi non fai la raccolta differenziata, mangi carne tutti i giorni e quando vai nel bosco butti tra gli alberi i tuoi scarti, allora è meglio se rimani sul divano a guardarti la tele.

Quindi da un lato condividiamo la battaglia di Greta affinchè i governi di tutto il mondo diano vita a delle politiche immediate per il contrasto del cambiamento climatico. Dall’altro facciamo nostro lo slogan di Pescho “Greta non basta” affinchè tutti, nel loro piccolo, facciano qualcosa per salvaguardare l’ambiente. Per gli amanti dell’outdoor questo significa non abbandonare i rifiuti durante le proprie escursioni e, per quanto possibile, portare in un’isola ecologica quelli degli altri.