Intervista a Filippo Canetta, fondatore di Wild Tee

Filippo Canetta è un imprenditore, fondatore di Wild Tee, azienda che disegna e produce abbigliamento tecnico per sportivi dal design unico. Filippo è anche un atleta, appassionato ultra trailrunner e amante degli sport outdoor. Abbiamo pensato di chiedergli una breve intervista: sono tante infatti le avventure che Filippo può raccontarci.

D: Ciao Filippo, grazie per dedicare del tempo a noi e ai nostri lettori. Ci siamo conosciuti durante una manifestazione outdoor, il Grande Trekking di Carrara, e siamo subito stati incuriositi dai prodotti Wild Tee. Ci vuoi raccontare di cosa si tratta e come è nata l’idea imprenditoriale?

Filippo: Wild Tee nasce sui sentieri e si rivolge agli amanti delle attività outdoor che non vogliono sacrificare lo stile nel loro abbigliamento tecnico. Eravamo un po’ stufi delle solite magliette a tinta unita e colori fluo, così abbiamo creato una linea che aiutasse chi la indossa a riconnettersi con la Natura, con la sua Natura.

D: Come è nata la tua passione per la corsa?

Filippo: La mia smisurata passione per la corsa in natura è nata come reazione ad un brutto episodio della mia vita, mi ha aiutato a superare il momento difficile e mi accompagna ancora adesso dopo decine di migliaia di chilometri.

D: Abbiamo assistito alla tua gara al GT5, sei davvero in forma. Quanto ti tieni allenato per poter correre così forte?

Filippo: Ultimamente mi alleno un po’ meno a causa degli impegni lavorativi e famigliari, ma cerco ugualmente di godermi il poco tempo a disposizione.

D: Sei stato anche capitano della nazionale italiana di ultratrail, ci puoi descrivere le emozioni che si provano a rappresentare il proprio paese all’estero?

Filippo: Sono molto schivo, la corsa per me è più un fatto personale, ma devo ammettere che rappresentare l’Italia ai mondiali è stata una grande emozione.

D: Siamo curiosi di sapere qual è in assoluto la gara più che bella che tu abbia fatto e perchè?

Filippo: Ogni gara, specialmente se molto lunga, è un viaggio a sé, mi è difficile indicarne una. Per vari motivi sono molto contento di aver terminato la Western States 100 Miglia (la più antica 100 Miglia Trail), la Spartathlon (la storica corsa di 246 km di Filippide da Atene a Sparta) e la Marathon des Sables (250 km in autosufficienza nel deserto)

D: Abbiamo letto una tua frase che dice che “gli uomini possono correre più a lungo dei cavalli”, ci puoi spiegare meglio cosa significa?

Filippo: La dimostrazione è proprio la Western States, nel 1974, Gordon Ainsleigh rimasto senza cavallo partecipò alla corsa alla Tevis Cup a piedi dando vita alla prima 100 miglia a piedi.

D: Cosa rispondi a chi dice che la corsa va bene, ma senza esagerare?

Filippo: Che ognuno deve fare quello che si sente di fare. Dico sempre che il corpo umano è straordinario. Una macchina (o macchinario) è costruita per resistere a certe sollecitazioni, oltre si rompe. Il corpo umano può resistere a sollecitazioni pazzesche se ci arriva gradualmente allenandosi giorno per giorno, così possiamo fare cose che non pensavamo di poter fare.

D: Ci racconti un momento particolarmente emozionante, tra i tanti, nel quale eri impegnato a correre lunghe distanze in qualche angolo del mondo?

Filippo: Ad aprile ho avuto la fortuna di poter partecipare alla Marathon des Sables nel deserto del Sahara. E’ stata un esperienza che, come le nostre magliette, mi ha riconnesso con il mondo. Una settimana, con solo quello che ti porti nello zaino, dormendo in terra sui sassi, in mezzo alla polvere, senza acqua corrente, senza luce, senza telefono, solo a correre, meraviglioso.

D: Quali sono i tuoi programmi per il futuro? Quali i tuoi obiettivi?

Filippo: Non faccio mai programmi, mi pace fare le cose come vengono, ma ad agosto ho accettato la sfida di partecipare alla PTL.

D: A livello di alimentazione, segui una particolare dieta?

Filippo: Nessuna dieta, cibi più integrali e sani possibili, ma mangio di tutto e in grandi quantità.

D: Un’ultima domanda non può che essere rispetto a Bivo. Hai avuto modo di provare il nostro prodotto, cosa ne pensi? Come vedi il prodotto rispetto all’utilizzo in ambito trail running?

Filippo: Si ho avuto modo di provarlo e ho apprezzato molto la sua praticità e la digeribilità. Sarebbe stato un ottimo supporto alla Marathon des Sables.