TREND MONDIALI NELL’INNOVAZIONE ALIMENTARE – 3D PRINTING

In un precedente articolo abbiamo introdotto il tema del foodtech (https://www.bivo.it/trend-mondiali-nellinnovazione-alimentare-introduzione/), facendo un breve riassunto di quali sono i principali ambiti in cui le imprese alimentari più innovative al mondo stanno lavorando.

Prima di iniziare ti ricordiamo che noi di Bivo abbiamo sviluppato l’unico Complete Food Made in Italy, un alimento completo e bilanciato, totalmente naturale e pronto in 30 secondi. Curioso di provarlo? Vai al seguente link: 

www.bivo.it/prodotti

Parliamo qui di un ambito poco conosciuto ma assolutamente appassionante: il 3D printing applicato al settore “food”. Vi starete chiedendo di che diavolo stiamo parlando, e perchè dovrebbe essere utile “stampare” il cibo che mangiamo.

Sono invece molti i vantaggi dell’applicare l’innovazione delle stampanti 3D al mondo dell’alimentazione.

Vediamone alcuni, andando in ordine da applicazioni più immediate, ad applicazioni più estreme e futuribili:

Utilizzare una stampante 3D specifica per creare alimenti pronti da mangiare, partendo da ingredienti freschi. 

Questa applicazione è già in commercio (un po’ costosetta, a dire la verità). Si tratta di una stampante 3D nella quale inserire gli ingredienti necessari alla ricetta di interesse: ci penserà la stampante autonomamente a preparare il piatto pronto. Non ne avete mai sentito parlare? Date un occhio a Foodini, della startup spagnola Natural Machines (con sedi a Milano e Torino!): https://www.naturalmachines.com/foodini

Presentare il cibo in forma differente per i bambini

Una delle applicazioni più semplici, anche se può apparire banale, è quella di utilizzare ingredienti poco attrattivi per i bambini ma molto salutari in una forma che invogli i bambini a mangiare. Pensiamo agli spinaci freschi. I test effettuati hanno dimostrato che “stampare” in forme di dinosauri gli spinaci aumenta il gradimento da parte dei bambini, rispetto agli spinaci nella loro forma comune.

Fitness: personalizzare l’alimento sulle esigenze personali degli sportivi

Con il 3D printing sarà possibile definire quali ingredienti utilizzare ed in che quantità sulla base delle specifiche esigenze nutrizionali di una determinata persona e di un determinato sport. Un software indicherà quali ingredienti inserire nella stampante 3D, la quale creerà il piatto pronto e nutrizionalmente bilanciato sulla base del tipo di sport praticato.

Medicina: personalizzare gli alimenti sulle esigenze personali dei pazienti

Il passo successivo è immediato: applicare quanto sopra all’ambito medico. Non solamente bilanciare le esigenze nutrizionali, ma aggiungere direttamente agli alimenti le medicine di cui lo specifico paziente ha bisogno.

Fantascienza? Date un occhio all’azienda tedesca Biozoon (https://biozoon.de/en/) che utilizza la tecnologia di stampa 3D per la preparazione dei propri prodotti per persone affette da disfagia.

Riduzione degli sprechi: riutilizzare materie prime altrimenti buttate

Sapevate che una delle maggiori cause di spreco di cibo riguarda l’apparenza dei prodotti? Per fare un esempio, un recente studio inglese dimostra come il 25% delle mele, il 20% delle cipolle e il 13% delle patate venga sprecato per via del brutto aspetto  (https://www.independent.co.uk/life-style/food-and-drink/ugly-vegetable-food-waste-fruit-vegetable-a8825311.html). Una possibilità per ridurre gli sprechi è “ristampare” in una forma più bella esteticamente gli alimenti che nascono con un brutto aspetto.

Utilizzare insetti “stampandoli” in forma accettata maggiormente dai consumatori. 

Sappiamo che gli insetti sono una delle forme sostenibili di produzione di proteine (ne abbiamo parlato diverse volte nel blog di Bivo). Anche qui, molti studi dimostrano che i consumatori sono più portati a mangiare cibo derivante dagli insetti se le proteine degli stessi vengono “ristampate” in forme differenti da quella “originale”, poco attraente agli occhi degli Occidentali (non agli occhi, ricordiamolo, di molti popoli asiatici che mangiano insetti da millenni).

Cucinare mentre stampi il cibo.

No, non siamo diventati pazzi. Una delle sfide del 3D printing applicato all’alimentazione è proprio che spesso non basta “stampare” il cibo, ma bisogna anche cucinarlo. Se devo stamparmi prima il cibo e poi cucinarmelo, faccio prima a cucinare come faccio normalmente, no? C’è chi sta studiando approfonditamente il tema per permetterci di avere una tecnologia che ci farà avere avere un piatto pronto, uscito caldo da una stampante 3D. La tecnologia si chiama “laser cooking” e la realtà che più di ogni altra sta investendo su questa tecnologia è la facoltà di ingegneria della Columbia University. Date un occhio a questo video se non ci credete (in inglese): https://www.youtube.com/watch?time_continue=84&v=DK5-nJSNzIg

Altre fonti:

https://www.3dnatives.com/en/3d-printing-food-a-new-revolution-in-cooking/

https://www.creativemachineslab.com/laser-cooking.html